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	<title>Girlpower | Radici di mandorle - Blog di viaggi per donne</title>
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		<title>Come (non) fare Cliff Jumping a Formentera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maura Calabrese]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2020 15:08:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Racconti di viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Spagna]]></category>
		<category><![CDATA[Girlpower]]></category>
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					<h1 class="entry-title">Come (non) fare Cliff Jumping a Formentera</h1>
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				<div class="et_pb_text_inner"><h4>Formentera, Isole Baleari, Spagna</h4>
<div id="gtx-trans" style="position: absolute; left: 16px; top: 62.6042px;">
<div class="gtx-trans-icon"></div>
</div>
<p style="text-align: justify;"></div>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p align="left">Quando la Jeep completamente sporca di fango parcheggia davanti al nostro 4 stelle, capisco che sarà una giornata da ricordare. Sono a Ibiza per lavoro già da qualche giorno e il gruppo che accompagno è il peggio assortito della storia: una coppia di 19enni svedesi, una famiglia rumena composta da genitori 50enni e figlia 18enne che partirà fra qualche mese per studiare in Gran Bretagna e una coppia americana di neo sposi miei coetanei.</p>
<p align="left">Cosa hanno in comune queste persone? Assolutamente nulla, tranne l’iscrizione al Club di viaggio di cui io sono l’accompagnatrice.</p>
<p align="left">Esperienza programmata del giorno: cliff jumping a Formentera. Lanciarsi da una scogliera insomma.</p>
<p align="left">I neo sposi hanno disertato l’attività e guardo sconsolata gli adolescenti ariani e la famiglia rumena. Sono le 10 di mattina, fa già caldissimo e penso che sarà una giornata davvero lunga. La portiera della Jeep si apre ed esce la nostra guida.</p>
<p align="left">&#8211; Hey gente, pronti a saltare nell’ignoto?</p>
<p align="left">Carlos è un 50enne con un cappello da cowboy, fisico asciutto e dei pantaloni color kaki. Con indosso <u>s</u><u>olo</u> i pantaloni color kaki. Vedo la mamma rumena risvegliarsi dal torpore mattutino.</p>
<p align="left">Gli vado incontro presentandomi (ci eravamo accordati solo via email nei giorni precedenti) e gli presento il gruppo.</p>
<p align="left">&#8211; Allora, non abbiamo abbastanza posti a sedere nella Jeep, chi si siede nel bagagliaio? Non preoccupatevi, sono solo 10 minuti fino al porto.</p>
<p align="left">Il suo sorriso è disarmante e penso già alle email di reclamo che il Club riceverà da queste persone. Prevedendo il mio futuro da disoccupata, decido di sacrificarmi. Mi siedo fra delle coperte, un secchio di plastica e delle creme solari. Subito dopo salgono con me anche la mamma e la figlia rumene. Ok, forse sono meno schizzinose di quello che pensassi. Il viaggio fino al porto è scomodissimo, saltiamo ad ogni buca ma alla fine è una situazione così assurda che ci viene da ridere.</p>
<p style="text-align: justify;"></div>
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				<span class="et_pb_image_wrap "><img decoding="async" src="http://www.radicidimandorle.com/wp-content/uploads/2020/04/cliff-jumping-formentera-radici-di-mandorle-1.jpg" alt="" title="" height="auto" width="auto" srcset="https://www.radicidimandorle.com/wp-content/uploads/2020/04/cliff-jumping-formentera-radici-di-mandorle-1.jpg 700w, https://www.radicidimandorle.com/wp-content/uploads/2020/04/cliff-jumping-formentera-radici-di-mandorle-1-480x360.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 700px, 100vw" class="wp-image-2530" /></span>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p><strong>LEGGI ANCHE: <a href="http://www.radicidimandorle.com/2020/04/17/la-spiaggia-nudista-a-tenerife/">La spiaggia nudista a Tenerife</a></strong></p>
<p style="text-align: justify;"></div>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p align="left">Quando arriviamo finalmente al molo, la barca non c’è ancora. Carlos ci invita al bar e ci offre una birra. Sono solo le 10 e mezza del mattino ma decido lo stesso di accettarla.</p>
<p align="left">Quando arriva la barca a motore conosciamo anche Annet, compagna di Carlos. Nel corso della giornata scoprirò che Annet è olandese, era una contabile presso un’azienda di Amsterdam e che dopo il divorzio ha deciso di trasferirsi a Ibiza con le due figlie. Ora è una vegana convinta, fotografa e spiritista (qualsiasi cosa significhi).</p>
<p align="left">Saliamo sulla barca e ci sistemiamo tutti a prua. Carlos e Annet ci spiegano di ancorarci per bene alla barca perché andremo molto veloci. Io afferro una corda e quando iniziamo a sfrecciare letteralmente verso Formentera, sento solo il vento in faccia e l’odore buonissimo della salsedine. La traversata è bellissima. Era da anni che non ero in mezzo al mare e il colore dell’acqua è straordinario: un verde smeraldo che ho visto solo in Sardegna.</p>
<p style="text-align: justify;"></div>
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				<span class="et_pb_image_wrap "><img decoding="async" src="http://www.radicidimandorle.com/wp-content/uploads/2020/04/cliff-jumping-formentera-radici-di-mandorle-2.jpg" alt="" title="" height="auto" width="auto" srcset="https://www.radicidimandorle.com/wp-content/uploads/2020/04/cliff-jumping-formentera-radici-di-mandorle-2.jpg 700w, https://www.radicidimandorle.com/wp-content/uploads/2020/04/cliff-jumping-formentera-radici-di-mandorle-2-480x359.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 700px, 100vw" class="wp-image-2531" /></span>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p align="left">&#8211; Siamo famosi da queste parti sai? &#8211; mi giro verso Carlos cercando di non perdere la presa della corda. Ad ogni sobbalzo della prua sulle onde, rischio di cadere giù dalla barca. &#8211; L’altro giorno ho portato a tuffarsi Steve Aoki. Mi ha detto che non ne più della vita che fa, non dorme mai. Mai.</p>
<p align="left">Penso voglia impressionarmi ma sono l’ultima persona con cui parlare di DJ multimiliardari. Il mio interesse verso la musica elettronica è pari a zero.</p>
<p align="left">&#8211; Da quanti anni sei istruttore di cliff jumping?</p>
<p align="left">&#8211; Da una vita.</p>
<p align="left">&#8211; Ma come funziona esattamente? Cioè ci sono degli accorgimenti particolari? &#8211; non voglio mostrare la mia ignoranza in materia ma ero convinta si trattasse davvero di lanciarsi semplicemente da una scogliera.</p>
<p align="left">&#8211; Certo, ti puoi danneggiare gli organi interni se entri male in acqua.</p>
<p align="left">Ah. Guardo preoccupata la famiglia e i ragazzini. Speriamo non finisca in tragedia questa giornata.</p>
<p align="left">&#8211; Ma quanto è il massimo da cui si può saltare?</p>
<p align="left">&#8211; Dipende. Dai 30 metri diventa impegnativo. Anche il fare salti ripetutamente da grandi altezze può compromettere gli organi.</p>
<p align="left">Intravedo Formentera davanti a noi, un miraggio di palme e roccia chiara dentro il mare cristallino.</p>
<p align="left">&#8211; E noi da quanto salteremo?</p>
<p align="left">&#8211; Dipende. Forse 10 o 12 metri.</p>
<p align="left">Io mi vedo già in ospedale.</p>
<p align="left">Mi aggrappo più forte alla corda, mentre sfrecciamo sull’acqua.</p>
<p align="left">&#8211; Ma la sensazione di saltare da così in altro&#8230;è indescrivibile. Finalmente si incomincia a parlare di questa disciplina con il giusto rispetto.</p>
<p align="left">Sarà.</p>
<p style="text-align: justify;"></div>
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				<span class="et_pb_image_wrap "><img decoding="async" src="http://www.radicidimandorle.com/wp-content/uploads/2020/04/cliff-jumping-formentera-radici-di-mandorle-3.jpg" alt="" title="" height="auto" width="auto" srcset="https://www.radicidimandorle.com/wp-content/uploads/2020/04/cliff-jumping-formentera-radici-di-mandorle-3.jpg 700w, https://www.radicidimandorle.com/wp-content/uploads/2020/04/cliff-jumping-formentera-radici-di-mandorle-3-480x360.jpg 480w" sizes="(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) 700px, 100vw" class="wp-image-2532" /></span>
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				<div class="et_pb_text_inner"><strong>LEGGI ANCHE: <a href="http://www.radicidimandorle.com/2015/04/24/come-si-organizza-un-viaggio-ad-amsterdam/">Come si organizza un viaggio ad Amsterdam?</a></strong></p>
<p style="text-align: justify;"></div>
			</div> <!-- .et_pb_text --><div class="et_pb_module et_pb_text et_pb_text_6  et_pb_text_align_left et_pb_bg_layout_light">
				
				
				<div class="et_pb_text_inner"><p align="left">Arriviamo vicino all’isola e Carlos e Annett iniziano a discutere su quale sia il lato migliore da dove tuffarsi. La scogliera è molto frastagliata e abbastanza alta. Dopo qualche minuto ci fermiamo. Io mi giro verso “il mio gruppo” e sorrido rassicurante.</p>
<p align="left">Carlos ci spiega le regole base, come entrare in acqua, come compensare bene la pressione (“se no si danneggiano i timpani”), come comprimere gli addominali e mentre continua a parlare cerco di ricordarmi perché io sia qui. <i>“</i><i>Lo stipendio Maura, lo stipendio, pensa che ti pagano per passare la giornata a lanciarti da una scogliera a Formentera”. </i></p>
<p align="left">Non funziona granché.</p>
<p align="left">Ci buttiamo dalla barca e a nuoto raggiungiamo gli scogli più bassi. Da lì iniziamo ad arrampicarci e dopo qualche minuto siamo in cima alla scogliera. Alla fine siamo solo Carlos, io e i ragazzini svedesi. La famiglia rumena ha deciso saggiamente di lasciar perdere.</p>
<p align="left">Carlos ci dice qualcos’altro ma non lo sto ascoltando davvero. Poi si avvicina al bordo della roccia&#8230;e si lancia. Un bellissimo proiettile che entra in acqua senza fare neanche troppi schizzi. Ora tocca a noi. Mi giro verso i ragazzini e vedo Alexander in iperventilazione. Gli prendo il braccio e gli sorrido rassicurante con un coraggio che non provo nemmeno io. Ha la pelle bianchissima e prevedo una bella insolazione a fine giornata.</p>
<p align="left">&#8211; Hey va tutto bene Alexander. È solo un salto. Lo farò prima io così vedi che non succede nulla. Vedrai, andrà tutto bene.</p>
<p align="left">Mi giro verso l’acqua e decido che è l’ultima volta che mi faccio convincere a fare qualcosa del genere. Carlos mi urla dalla barca di buttarmi e vedo Annette pronta con la Nikon a fotografare la mia disfatta. Penso ai metri che mi separano dal mare, alla sensazione di vuoto, al peso che mi spingerà sott’acqua.</p>
<p align="left">Prendo un grosso respiro, mi allontano da bordo. Andrà tutto bene. Un passo, due passi, tre passi.</p>
<p align="left">
<p align="left"><i style="font-size: 16px;">Cazzo.</i></p>
<p align="left">
<p align="left">
<p align="left">E finalmente salto.</p>
<p style="text-align: justify;"></div>
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				<div class="et_pb_text_inner"><strong><i>Giugno 2016</i></strong></p>
<div id="gtx-trans" style="position: absolute; left: 5px; top: 53.3333px;">
<div class="gtx-trans-icon"></div>
</div>
<p style="text-align: justify;"></div>
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				<div class="et_pb_text_inner"><h4>Vuoi approfondire?</h4>
<p style="text-align: justify;"></div>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p>&#8211; Il sito ufficiale del turismo dell&#8217;Isola di Formentera: <a href="https://www.formentera.es/en/">https://www.formentera.es/en/</a></p>
<p>&#8211; Il film-documentario su Steve Aoki <a href="https://www.youtube.com/watch?v=WYrittJaatM">&#8220;ll Sleep When I&#8217;m Dead&#8221;</a> (quindi pare Carlos avesse ragione sulla mancanza di sonno del DJ), disponibile su Netflix.</p>
<p style="text-align: justify;"></div>
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				<div class="et_pb_text_inner"><h1 style="text-align: center;">Continua a viaggiare con me!</h1>
<p style="text-align: justify;"></div>
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		<title>Viaggiare quando si è malati cronici</title>
		<link>https://www.radicidimandorle.com/2018/02/26/viaggiare-quando-si-e-malati-cronici/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Maura Calabrese]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Feb 2018 16:07:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Racconti di viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Girlpower]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.radicidimandorle.com/2018/02/26/viaggiare-quando-si-e-malati-cronici/">Viaggiare quando si è malati cronici</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.radicidimandorle.com">Radici di mandorle - Blog di viaggi per donne</a>.</p>
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					<h1 class="entry-title">Viaggiare quando si è malati cronici</h1>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Che cosa significa viaggiare quando si è malati cronici? </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Quattro anni fa mi è stata diagnosticata una malattia cronica, non importa quale. Ti serve solo sapere che la porterò per sempre con me, che ho imparato a convivere con i “se” e i “ma”, con la paura di peggiorare e la speranza di migliorare. Ho adottato dei piccoli accorgimenti per la vita quotidiana. Più che altro, ho imparato a non avere paura dei miei limiti, a stimolare le mie insufficienze e a non privarmi delle esperienze. E soprattutto, ho continuato a viaggiare.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Quando si sta male fisicamente, viaggiare sembra una pura utopia. Quando ho perso il controllo sul mio corpo e l&#8217;unico <em>costante</em> pensiero era di far cessare il dolore, ho temuto che non avrei più viaggiato. Come avrei potuto organizzare una vacanza sapendo che forse non sarei stata in grado di viverla? Come fare con i medicinali? E se fossi stata male, a chi mi sarei rivolta?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Paure.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Si incomincia a rimandare, a pensare che è meglio essere “al sicuro”. Ero così combattuta e frustrata dal pensiero che dovevo proteggere il mio corpo e allo stesso tempo non farlo diventare la mia tomba.</span></p></div>
			</div> <!-- .et_pb_text --><div class="et_pb_module et_pb_image et_pb_image_4">
				
				
				<span class="et_pb_image_wrap "><img decoding="async" src="http://www.radicidimandorle.com/wp-content/uploads/2018/02/IMG-20140902-a.jpg" alt="" title="" height="auto" width="auto" srcset="https://www.radicidimandorle.com/wp-content/uploads/2018/02/IMG-20140902-a.jpg 800w, https://www.radicidimandorle.com/wp-content/uploads/2018/02/IMG-20140902-a-300x225.jpg 300w, https://www.radicidimandorle.com/wp-content/uploads/2018/02/IMG-20140902-a-768x576.jpg 768w, https://www.radicidimandorle.com/wp-content/uploads/2018/02/IMG-20140902-a-510x382.jpg 510w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" class="wp-image-2039" /></span>
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				<div class="et_pb_text_inner"><p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Quattro anni fa quando la malattia si è manifestata e la cura farmacologica ha iniziato a fare effetto, la prima decisione che ho preso è stata di prenotare un viaggio in pullman, per vedere delle mie amiche che vivevano lontano. Non stavo ancora bene e del viaggio di ritorno notturno, ricordo solo un dolore lieve e costante che non mi permetteva di dormire e la periferia spettrale dell’Aquila. Eppure quella trasferta durata pochi giorni mi ha permesso di affrontare il dolore fisico e la paura stessa del dolore.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">La montagna e l’escursionismo mi hanno aiutato invece a riprendere coscienza del mio corpo, della forza intrinseca che tutti noi possediamo. La montagna può essere vissuta in molteplici modi: sfida personale, svago, riavvicinamento alla natura (consiglio in merito la lettura del bellissimo libro di <a href="https://www.ibs.it/otto-montagne-libro-paolo-cognetti/e/9788806226725">Paolo Cognetti “Le otto montagne”</a>). Io ho iniziato a viverla con la paura dello stare male, del dolore. E ogni sforzo, ogni paesaggio mozzafiato era puntellato dal pensiero fisso: “E se domani mi sveglio e non riuscirò a camminare per il dolore?”.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Quando scali una montagna hai solo una direzione di massima: la salita. Io ho sempre scalato, superato le paure, sudato e inghiottito l&#8217;ossigeno che mi sembrava sempre mancare. E non sono veloce, non lo ero neanche prima, ma non importa. Solo l&#8217;essere lì a camminare, scalare, arrampicarmi è una prova per me stessa che vale più dei moniti dei medici “alla prudenza”.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">In questi ultimi tre anni ho continuato a viaggiare e anzi, ho svolto proprio il lavoro di accompagnatrice turistica, che mi ha portato a esplorare nuovi Paesi, a mettermi sempre in discussione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Ogni storia e ogni malattia sono diverse però forse se stai leggendo questo post, hai anche tu qualche paura da affrontare. Se stai soffrendo, non privarti di uscire, di viaggiare. Non devi andare lontano, basta anche un parco o un giardino vicino casa. Laddove è possibile, sforzati di muoverti e di rimanere positivo. E se quando pianifichi un viaggio devi pensare anche alle ricette mediche, al giusto numero di medicinali, ai certificati da tradurre in inglese, non ti scoraggiare.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Fare quella valigia è già l&#8217;inizio del tuo viaggio.</span></p>
<p style="text-align: justify;"> <em>Mi farebbe molto piacere ascoltare la tua storia. Se hai voglia di condividerla scrivimi: <a href="mailto:radicidimandorle@gmail.com">radicidimandorle@gmail.com</a></em></p></div>
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				<span class="et_pb_image_wrap "><img decoding="async" src="http://www.radicidimandorle.com/wp-content/uploads/2018/02/IMG-20160821-WA0051a.jpg" alt="" title="" height="auto" width="auto" srcset="https://www.radicidimandorle.com/wp-content/uploads/2018/02/IMG-20160821-WA0051a.jpg 800w, https://www.radicidimandorle.com/wp-content/uploads/2018/02/IMG-20160821-WA0051a-300x169.jpg 300w, https://www.radicidimandorle.com/wp-content/uploads/2018/02/IMG-20160821-WA0051a-768x432.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" class="wp-image-2040" /></span>
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				<div class="et_pb_text_inner"><h4>Articoli utili</h4>
<p style="text-align: justify;"></div>
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				<div class="et_pb_text_inner"><strong>[ASSICURAZIONE] </strong></p>
<p>Bimbi e viaggi: <a href="https://www.bimbieviaggi.it/2017/09/08/assicurazione-di-viaggio-malattie-pregresse/">Assicurazione di viaggio in caso di malattie pregresse</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>[CONSIGLI DI VIAGGIO] </strong></p>
<p>Il giro del mondo: <a href="http://www.ilgirodelmondo.it/mal_cro-17.html">Viaggiatori con malattie croniche</a></p>
<p>Nopreb: <a href="http://nobrep.napteco.eu/argomento/epilessia/viaggiare-con-malattie-croniche">In viaggio con malattie croniche</a></p>
<p>La repubblica: <a href="http://www.repubblica.it/salute/prevenzione/2016/06/27/news/il_viaggio_a_misura_di_malato_le_mete_migliori_in_base_alla_patologia-142905114/">Il viaggio &#8220;a misura di malato&#8221;, le mete migliori in base alla patologia</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"></div>
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				<div class="et_pb_text_inner"><h1 style="text-align: center;">Continua a viaggiare con me!</h1></div>
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		<title>Quando ho fatto autostop negli Stati Uniti</title>
		<link>https://www.radicidimandorle.com/2016/03/02/quando-ho-fatto-autostop-negli-stati-uniti/</link>
					<comments>https://www.radicidimandorle.com/2016/03/02/quando-ho-fatto-autostop-negli-stati-uniti/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maura Calabrese]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Mar 2016 19:40:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Racconti di viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<category><![CDATA[Natura]]></category>
		<category><![CDATA[Work and travel]]></category>
		<category><![CDATA[Yellowstone National Park]]></category>
		<category><![CDATA[Girlpower]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Avete mai fatto autostop? E sopratutto..avete mai fatto autostop negli Stati Uniti? Questa è stata la mia esperienza negli USA, quando lavoravo nel Yellowstone National Park. Un&#8217;esperienza che mi ha cambiato letteralmente la vita. Leggi anche: &#8220;Il programma work and travel USA: Mini guida&#8221;  Fare l’autostop negli Stati Uniti non è mai stata un’attività che [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h4 style="text-align: justify;"><span style="color: #00ccff;">Avete mai fatto autostop? E sopratutto..avete mai fatto autostop negli Stati Uniti? Questa è stata la mia esperienza negli USA, quando lavoravo nel <strong>Yellowstone National Park</strong>. Un&#8217;esperienza che mi ha cambiato letteralmente la vita.</span></h4>
<h3><span style="color: #ff99cc;">Leggi anche:<a style="color: #ff99cc;" href="http://www.radicidimandorle.com/2016/01/22/il-programma-work-and-travel-usa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> &#8220;Il programma work and travel USA: Mini guida&#8221; </a></span></h3>
<div id="attachment_1327" style="width: 524px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.radicidimandorle.com/wp-content/uploads/2016/02/1013028_552355281476796_1943306116_n.jpg"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-1327" class="normal wp-image-1327 size-full" title="autostop a Yellowstone radici di mandorle" src="http://www.radicidimandorle.com/wp-content/uploads/2016/02/1013028_552355281476796_1943306116_n.jpg" alt="autostop a Yellowstone" width="514" height="720" srcset="https://www.radicidimandorle.com/wp-content/uploads/2016/02/1013028_552355281476796_1943306116_n.jpg 514w, https://www.radicidimandorle.com/wp-content/uploads/2016/02/1013028_552355281476796_1943306116_n-214x300.jpg 214w, https://www.radicidimandorle.com/wp-content/uploads/2016/02/1013028_552355281476796_1943306116_n-300x420.jpg 300w" sizes="(max-width: 514px) 100vw, 514px" /></a><p id="caption-attachment-1327" class="wp-caption-text">Io e Beryl versione &#8220;autostoppiste&#8221;</p></div>
<p style="text-align: justify;">Fare l’<strong>autostop negli Stati Uniti</strong> non è mai stata un’attività che mi avesse mai ispirato. Non volevo essere né una nuova vittima della strada né la nuova protagonista 2013 di <em>“<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sulla_strada" target="_blank" rel="noopener noreferrer">On the road</a>”.</em> Insomma, non avevo nessun tipo d’ispirazione nonostante i miei genitori avessero avuto un passato da autostoppisti (gli anni Settanta, si sa…). E per dirla tutta, <strong>sono anche abbastanza introversa</strong> quindi l’idea di passare del tempo con degli sconosciuti e doverci necessariamente parlare (perché ti stanno dando un passaggio e quindi, <span style="text-decoration: underline;">DEVI</span> parlarci, salvo che tu non voglia essere un perfetto maleducato), non m’ispirava nemmeno. Pertanto, quando la mia <strong>compagna di stanza taiwanese</strong> mi aveva proposto di andare via autostop al Lago, a trenta minuti circa da <strong>Canyon Village</strong> (dove vivevamo), avevo pensato fosse semplicemente pazza. A essere sincera, non conoscevo nemmeno il verbo inglese e la mia prima risposta era stata “<em>hitch hiking cosa?</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.radicidimandorle.com/wp-content/uploads/2016/03/IMG_1830-e1456943007275.jpg" rel="attachment wp-att-1339"><img decoding="async" class="normal size-medium wp-image-1339" style="float: left; padding: 5px;" src="http://www.radicidimandorle.com/wp-content/uploads/2016/03/IMG_1830-e1456943007275-300x300.jpg" alt="autostop a Yellowstone" width="300" height="300" srcset="https://www.radicidimandorle.com/wp-content/uploads/2016/03/IMG_1830-e1456943007275-300x300.jpg 300w, https://www.radicidimandorle.com/wp-content/uploads/2016/03/IMG_1830-e1456943007275-150x150.jpg 150w, https://www.radicidimandorle.com/wp-content/uploads/2016/03/IMG_1830-e1456943007275-75x75.jpg 75w, https://www.radicidimandorle.com/wp-content/uploads/2016/03/IMG_1830-e1456943007275.jpg 700w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Prima di continuare nel racconto è necessario che vi spieghi una semplice premessa: se lavori nel Yellowstone National Park e non possiedi una macchina, così come avviene per il 99,9% di coloro che NON sono americani,<strong> sei spacciato</strong>. Non puoi muoverti da lì e anche se esiste un servizio navetta, in realtà nessuno sa esattamente quando e soprattutto SE passi. L’unica possibilità che ti rimane è la seguente: <strong>farti amico di qualcuno con la macchina</strong>. O in altre parole, promettere di offrire da bere al possessore della macchina per i successivi “X giorni”, in cambio dell’auto. Scherzo ovviamente. In ogni caso, <span style="text-decoration: underline;"><strong>è indubbio che non avere una macchina per spostarsi è molto limitante se si hanno aspirazioni di girare per il Parco</strong></span> (come le avevo io almeno). A volte si riusciva ad ottenere un passaggio da un collega ma personalmente non possiedo quella “faccia tosta” necessaria per chiedere molteplici volte un favore simile. <strong>L’unica possibilità rimanente allora, praticata dalla maggior parte dei ragazzi nel Parco, era l’<span style="text-decoration: underline;">autostop</span>.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il giorno prestabilito all’<strong><em>iniziazione autostoppista</em></strong> era uggioso e prometteva solo pioggia, quindi non era stato un inizio esaltante. Il mio umore non era dei migliori e cercavo di ripetermi come un mantra che stavo facendo la cosa giusta, che non era pericoloso, che sarei tornata a casa sana e salva. Beryl, la mia compagna di stanza (tutti i taiwanesi utilizzavano un nome inglese per farsi riconoscere), era entusiasta, saltellava per l’eccitazione e sembrava una bambina in procinto di fare qualcosa di straordinario. Immagino che a Taiwan sia impossibile fare autostop senza essere presi per pazzi, non saprei. Io in controparte, avevo quel tipo di atteggiamento genitoriale di condiscendenza, della serie “<em>va bene, ti lascio fare come vuoi, tanto non ce la faremo mai</em> ”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Avete mai atteso che una macchina si fermasse per caricarvi sopra?</strong> <strong>Vi assicuro che l’attesa sembra <span style="text-decoration: underline;">interminabile</span>.</strong> O almeno, è ciò che avevo pensato in quei lunghi quindici minuti prima che si fermasse la macchina di J., un’anziana dipendente del Parco.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dopo quell’episodio è stato tutto in discesa: sapevamo cosa fare, cosa dire, come essere convincenti e dopo tre mesi avevamo la stoffa da <span style="text-decoration: underline;">autostoppisti senior</span>.</strong> Il nostro pollice fendeva l’aria con sicurezza, i nostri cartelli rattoppati da scatole di cartone della mensa apparivano ai nostri occhi insegne luminose di Las Vegas e ci potevamo permettere anche di insultare a mezza voce gli automobilisti che non si degnavano di farci salire sulle loro macchine.</p>
<div id="attachment_1337" style="width: 550px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.radicidimandorle.com/wp-content/uploads/2016/03/10405552_867038699978672_6766046812370847243_n.jpg" rel="attachment wp-att-1337"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-1337" class="normal wp-image-1337 size-full" src="http://www.radicidimandorle.com/wp-content/uploads/2016/03/10405552_867038699978672_6766046812370847243_n.jpg" alt="autostop a Yellowstone" width="540" height="720" srcset="https://www.radicidimandorle.com/wp-content/uploads/2016/03/10405552_867038699978672_6766046812370847243_n.jpg 540w, https://www.radicidimandorle.com/wp-content/uploads/2016/03/10405552_867038699978672_6766046812370847243_n-225x300.jpg 225w, https://www.radicidimandorle.com/wp-content/uploads/2016/03/10405552_867038699978672_6766046812370847243_n-300x400.jpg 300w" sizes="(max-width: 540px) 100vw, 540px" /></a><p id="caption-attachment-1337" class="wp-caption-text">Autostop a Yellowstone</p></div>
<p style="text-align: justify;">In quei tre mesi ho conosciuto decine di persone, imparato a riconoscere stati d’animo diversi e per periodi limitati di tempo,<strong> ho attraversato e fatto parte di una vita, una storia, che non era la mia</strong>. Ho conosciuto famiglie danesi in viaggio in camper, biondi e sorridenti, donne single in cerca di avventura, coppie lesbiche in vacanza, gruppi di amici pronti per fare campeggio selvaggio in qualche anfratto delle foreste. E molti altri.</p>
<div id="attachment_1338" style="width: 550px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.radicidimandorle.com/wp-content/uploads/2016/03/10362841_867038496645359_7814374255539780189_n.jpg" rel="attachment wp-att-1338"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-1338" class="normal wp-image-1338 size-full" src="http://www.radicidimandorle.com/wp-content/uploads/2016/03/10362841_867038496645359_7814374255539780189_n.jpg" alt="autostop a Yellowstone" width="540" height="720" srcset="https://www.radicidimandorle.com/wp-content/uploads/2016/03/10362841_867038496645359_7814374255539780189_n.jpg 540w, https://www.radicidimandorle.com/wp-content/uploads/2016/03/10362841_867038496645359_7814374255539780189_n-225x300.jpg 225w, https://www.radicidimandorle.com/wp-content/uploads/2016/03/10362841_867038496645359_7814374255539780189_n-300x400.jpg 300w" sizes="(max-width: 540px) 100vw, 540px" /></a><p id="caption-attachment-1338" class="wp-caption-text">Autostop a Yellowstone</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma di tutte questi incontri, ne voglio raccontare solo tre, che ricorderò per sempre.</strong></p>
<h2 style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #00ccff;">BENEDICT E CLAUDIO</span></strong></h2>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il primo riguarda Benedict e Claudio, due ragazzi tedeschi incontrati nelle prime settimane di lavoro a Yellowstone.</strong></p>
<div id="attachment_1329" style="width: 505px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.radicidimandorle.com/wp-content/uploads/2016/02/Benedic-Claudio.jpg" rel="attachment wp-att-1329"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-1329" class="normal wp-image-1329 size-full" src="http://www.radicidimandorle.com/wp-content/uploads/2016/02/Benedic-Claudio.jpg" alt="Benedic &amp; Claudio" width="495" height="496" srcset="https://www.radicidimandorle.com/wp-content/uploads/2016/02/Benedic-Claudio.jpg 495w, https://www.radicidimandorle.com/wp-content/uploads/2016/02/Benedic-Claudio-150x150.jpg 150w, https://www.radicidimandorle.com/wp-content/uploads/2016/02/Benedic-Claudio-300x301.jpg 300w, https://www.radicidimandorle.com/wp-content/uploads/2016/02/Benedic-Claudio-75x75.jpg 75w" sizes="(max-width: 495px) 100vw, 495px" /></a><p id="caption-attachment-1329" class="wp-caption-text">Benedic &amp; Claudio</p></div>
<p style="text-align: justify;">Benedict era un ragazzone biondo, un orso dallo sguardo gentile; Claudio invece era magrolino, indossava una camicia sformata e aveva una folta capigliatura riccia. Insieme stavano girando la costa ovest degli Stati Uniti e Yellowstone era una tappa intermedia nel loro itinerario; avevano acquistato un vecchio furgone Chrysler a Seattle per soli 2000$ e l’avevano riempito con tutto ciò che ritenevano fosse necessario per quel viaggio: un tappeto persiano, cibo in scatola, sedie pieghevoli, una palla da baseball autografata, un frigo bar, e molto altro.</p>
<p style="text-align: justify;">Avevano studiato in un istituto internazionale a Monaco e parlavano un inglese fluente; con loro abbiamo girato per tutta la giornata e mi ha colpito positivamente vedere dei ragazzi così giovani girare da soli con quel furgone per gli Stati Uniti, pronti a stringere rapporti con chiunque, offrendo una generosità senza alcuna pretesa di tornaconto personale.</p>
<div id="attachment_1330" style="width: 1010px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.radicidimandorle.com/wp-content/uploads/2016/02/PicMonkey-Collage.jpg" rel="attachment wp-att-1330"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-1330" class="normal wp-image-1330 size-full" src="http://www.radicidimandorle.com/wp-content/uploads/2016/02/PicMonkey-Collage.jpg" alt="autostop a Yellowstone" width="1000" height="1000" /></a><p id="caption-attachment-1330" class="wp-caption-text">Foto di gruppo nella foresta vicino al Yellowstone Lake</p></div>
<p style="text-align: justify;">Prima di lasciarci Claudio mi raccontò dell’esperienza che stavano vivendo con Benedict ma fu un suo commento che mi fece sorridere davvero, perché racchiude uno degli aspetti più importi del viaggio: “<em>Da quando sono qui negli Stati Uniti credo di aver imparato più cose riguardo al mio Paese d’origine che in tutta la mia vita”.</em> Ed è così.</p>
<h2 style="text-align: justify;"><span style="color: #00ccff;"><strong>BRIAN</strong></span></h2>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il secondo incontro fu Brian</strong>, di cui purtroppo non possiedo foto. Brian era un ragazzo giovanissimo, 19enne ed era di Chicago. Aveva iniziato una laurea in economia al College da circa un anno ma era in crisi e c<strong>ome altre persone che ho incontrato a Yellowstone, aveva deciso di fare un viaggio in macchina da solo, alla ricerca di se stesso o di un segno che lo aiutasse a comprendere che cosa fare della sua vita.</strong> Girava con un’auto mezza scassata, stipata di vestiti e compact disk di hard rock. Quando ci siamo incontrati era in viaggio già da due settimane, non aveva in realtà una meta precisa, penso volesse almeno arrivare sulla costa, forse in California. Aveva un’ingenuità disarmante ma dolce, faceva molte domande sull’Italia e avrebbe voluto trasferirsi in Canada. Con lui andammo a <strong>Old Faithful</strong>, dove ogni novanta minuti circa, c’è l’eruzione di un geyser enorme; ci offrì una cioccolata calda e osservammo quel getto di acqua bollente sprigionarsi nell’aria in rigoroso silenzio e anche se appartenevamo a mondi diversi, eravamo uniti davanti a quello spettacolo naturale meraviglioso.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.radicidimandorle.com/wp-content/uploads/2016/02/PicMonkey-Collage1a.jpg" rel="attachment wp-att-1331"><img decoding="async" class="normal alignnone wp-image-1331 size-full" src="http://www.radicidimandorle.com/wp-content/uploads/2016/02/PicMonkey-Collage1a.jpg" alt="Old Faithful" width="1000" height="1000" /></a></p>
<h2 style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #00ccff;">GEORGE E BULLET</span></strong></h2>
<p style="text-align: justify;"><strong>Infine, il terzo e ultimo incontro che vi voglio raccontare, riguarda George.</strong> Era un signore di circa sessanta anni, magrolino e con una giacca di pelle nera. Viaggiava su un Land Rover rosso fuoco insieme al suo cagnolino Bullet (<em>“perché corre come un proiettile, sai?</em>”) ed è stato l’incontro più malinconico che abbia fatto in quei tre mesi.</p>
<p><a href="http://www.radicidimandorle.com/wp-content/uploads/2016/03/10341531_867038393312036_2587622156412679547_na.jpg"><img decoding="async" class="normal alignnone wp-image-1333" style="float: left; padding: 5px;" src="http://www.radicidimandorle.com/wp-content/uploads/2016/03/10341531_867038393312036_2587622156412679547_na.jpg" alt="autostop a Yellowstone" width="400" height="533" srcset="https://www.radicidimandorle.com/wp-content/uploads/2016/03/10341531_867038393312036_2587622156412679547_na.jpg 540w, https://www.radicidimandorle.com/wp-content/uploads/2016/03/10341531_867038393312036_2587622156412679547_na-225x300.jpg 225w, https://www.radicidimandorle.com/wp-content/uploads/2016/03/10341531_867038393312036_2587622156412679547_na-300x400.jpg 300w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">George viaggiava molto per lavoro ed era costretto ad attraversare vari Stati e il <strong>Yellowstone National Park</strong> ogni settimana per accettare gli incarichi che gli erano offerti (lavorava per una ditta di costruzione edile); la moglie era malata di cancro da un paio di anni e per pagare l’assicurazione sanitaria era costretto a macinare kilometri su kilometri. Con noi fu molto gentile e continuò per tutto il viaggio a raccomandarsi che stessimo attente, che non salissimo su macchine con uomini soli perché al giorno d’oggi <em>“non si sa mai”.</em> Sembrava un padre. Quando infine arrivammo a destinazione (<em><strong>Firehole</strong>,</em> una rientranza naturale di un fiume dove era possibile fare il bagno), sembrava non volerci lasciare andare via.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Fu quel giorno che compresi che l’autostop era come entrare nella vita degli altri, attraversarla e condividerla anche se per pochi minuti. Con tutte le sfaccettature che viviamo ogni giorno, dolci o tristi che siano.</strong></p>
<div id="attachment_1339" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.radicidimandorle.com/wp-content/uploads/2016/03/IMG_1830-e1456943007275.jpg" rel="attachment wp-att-1339"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-1339" class="normal size-medium wp-image-1339" src="http://www.radicidimandorle.com/wp-content/uploads/2016/03/IMG_1830-e1456943007275-300x300.jpg" alt="autostop a Yellowstone" width="300" height="300" srcset="https://www.radicidimandorle.com/wp-content/uploads/2016/03/IMG_1830-e1456943007275-300x300.jpg 300w, https://www.radicidimandorle.com/wp-content/uploads/2016/03/IMG_1830-e1456943007275-150x150.jpg 150w, https://www.radicidimandorle.com/wp-content/uploads/2016/03/IMG_1830-e1456943007275-75x75.jpg 75w, https://www.radicidimandorle.com/wp-content/uploads/2016/03/IMG_1830-e1456943007275.jpg 700w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-1339" class="wp-caption-text">Nel retro di un furgone!</p></div>
<hr />
<h2 style="text-align: justify;"><span style="color: #339966;">TI POTREBBERO ANCHE INTERESSARE&#8230;</span></h2>
<h4><strong><span style="color: #00ccff;">VORRESTI LAVORARE ANCHE TU NEL YELLOWSTONE NATIONAL PARK? <a href="http://www.radicidimandorle.com/2014/12/17/yellowstone-national-park-la-mia-esperienza-lavorativa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">LEGGI ANCHE: </a><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.radicidimandorle.com/2014/12/17/yellowstone-national-park-la-mia-esperienza-lavorativa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">&#8220;YELLOWSTONE NATIONAL PARK: LA MIA ESPERIENZA LAVORATIVA </a></span>!</span></strong></h4>
<h4><span style="color: #339966;"><strong><a style="color: #339966;" href="http://www.radicidimandorle.com/2015/06/12/i-15-cibi-americani-da-non-provare-true-story/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">LEGGI ANCHE:<span style="text-decoration: underline;"> &#8220;I 15 cibi americani da (non) provare – True story&#8221; </span></a></strong></span></h4>
<h4><span style="color: #ff99cc;"><strong><a style="color: #ff99cc;" href="http://www.wwfnature.it/component/k2/item/1830-yellowstone-national-parlk-ecco-come-lavorare-nel-parco-pi%C3%B9-antico-del-mondo.html?Itemid=249" target="_blank" rel="noopener noreferrer">LEGGI ANCHE: <span style="text-decoration: underline;">&#8220;Yellowstone NP: ecco come lavorare nel parco più antico del mondo!&#8221;</span>, l&#8217;articolo che ho scritto per WWF Nature</a></strong></span></h4>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.radicidimandorle.com/2016/03/02/quando-ho-fatto-autostop-negli-stati-uniti/">Quando ho fatto autostop negli Stati Uniti</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.radicidimandorle.com">Radici di mandorle - Blog di viaggi per donne</a>.</p>
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		<title>Le 7 cose che ho imparato guidando da sola per 10 ore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maura Calabrese]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2015 08:41:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consigli utili]]></category>
		<category><![CDATA[Girlpower]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Premessa Avete mai viaggiato da soli? Vi siete mai messi alla prova in questo modo, scegliendo solo la compagnia di voi stessi? Io ho guidato per la prima volta da sola per molte ore e nonostante una vigilia un po&#8217; tormentata (ce la farò? E se mi stancherò troppo? E se succede qualcosa di grave [&#8230;]</p>
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<h2 style="text-align: justify;"><span style="color: #993366;">Premessa</span></h2>
<p style="text-align: justify;">Avete mai viaggiato da soli? Vi siete mai messi alla prova in questo modo, scegliendo solo la compagnia di voi stessi?</p>
<p style="text-align: justify;">Io ho guidato per la prima volta da sola per molte ore e nonostante una vigilia un po&#8217; tormentata (ce la farò? E se mi stancherò troppo? E se succede qualcosa di grave in strada?), ce l&#8217;ho fatta.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono partita alle 8:30 da Venezia e dopo tre soste in autostrada sono arrivata a Bari circa alle 18. In totale ho impiegato circa 10 ore ma senza troppe soste credo sia possibile fare lo stesso percorso in 9 ore (io ho rispettato sempre i limiti di velocità!). Mi piace guidare e l&#8217;idea di passare molto ore in strada mi annoia di meno rispetto alla prospettiva di un pullman (a fase alterne anche del treno).</p>
<p style="text-align: justify;">Messa da parte la soddisfazione per questa piccola avventura (che un mio amico americano ha bollato come &#8220;normale&#8221; visto che lui impiega 17 ore per tornare a casa &#8211; negli USA le distanze sono enormi rispetto alle nostre), questo è ciò che ho imparato.</p>
<h2 style="text-align: justify;"><span style="color: #993366;">Le 7 cose che ho imparato guidando da sola per 10 ore</span></h2>
<h4 style="text-align: justify;"><span style="color: #33cccc;"><strong>1) SEI MOLTO PIU&#8217; FORTE DI QUANTO TU STESSA POSSA PENSARE. </strong></span></h4>
<p style="text-align: justify;">Se ti piace guidare e non ti senti troppo insicura nel farlo&#8230;beh fallo! E se qualcuno ti dovesse dire che in quanto donna avrai più problemi&#8230;no, non è vero. Il problema è solo nelle nostre teste. Combattere le proprie ansie, il proprio senso di inadeguatezza, questa è la vera sfida. Puoi farlo, devi solo volerlo. Probabilmente dovrai avere maggiore accortezze ma questo non ti può precludere il viaggio su strada.</p>
<h4 style="text-align: justify;"><span style="color: #33cccc;">2) <strong>DOPO MOLTE ORE DI MACCHINA INCOMINCERAI A FARE LA STUPIDA, &#8220;TANTO NESSUNO DI TI VEDE&#8221; (FORSE).</strong></span></h4>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/MX9wJV9XKqE" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe> Avete presente questa scena famosa di &#8220;Tre uomini e una gamba&#8221;? Beh l&#8217;unica differenza è che Giovanni non era da solo mentre guidava. Per il resto probabilmente è normale incominciare a cantare come degli scemi o parlare da soli. Tanto nessuno ti sente. O ti vede. (Forse).</p>
<h4><span style="color: #33cccc;"><strong>3) PREVENTIVARE IL VIAGGIO E&#8217; DECISAMENTE MEGLIO.</strong></span></h4>
<p>E&#8217; importante preventivare prima il giorno esatto del viaggio e sopratutto assicurarsi se ci siano o meno degli scioperi. Io ovviamente avevo scelto il giorno giusto: sciopero 24h dei benzinai. Per fortuna ho sempre trovato qualcuno disposto a servirmi alla stazione di servizio&#8230;anche perché con una macchina a GPL il tutto si sarebbe davvero complicato!</p>
<h4><span style="color: #33cccc;"><strong>4) I CAMIONISTI SI DIVERTONO A &#8220;STROMBAZZARTI&#8221; O &#8220;LAMPEGGIARTI&#8221; PERCHE&#8217; SEI UNA DONNA DA SOLA.</strong></span></h4>
<p>La prima volta ho avuto un infarto e pensavo di aver fatto qualcosa di sbagliato (anche se stavo guidando con tutta la calma del mondo); poi ho pensato mi volessero segnalare una portiera aperta o una luce rotta. Alla fine sono arrivata alla conclusione più scontata: stavano strombazzando unicamente perché ero una donna da sola alla guida. Sì, siamo nel 2015 ma la situazione è ancora questa.</p>
<h4><span style="color: #33cccc;"><strong>5) LA NEBBIA FA DAVVERO PAURA SE DEVI ATTRAVERSARLA IN MACCHINA. </strong></span></h4>
<p>La nebbia per un pugliese è un fenomeno atmosferico abbastanza sconosciuto. La prima volta che l&#8217;ho attraversata in macchina (ma non ero io alla guida) ero in California e dopo essermi lasciata alle spalle San Francisco, mi ero ritrovata immersa in un banco di nebbia. E&#8217; stato lì che ho compreso la pericolosità e lo strano fascino di questo fenomeno atmosferico. Qualche giorno fa invece per la prima volta ero io alla guida e dopo aver passato Monselice, mi sono trovata in mezzo a un banco di nebbia: l&#8217;unico punto di riferimento erano i fari posteriori della macchina che avevo di fronte e per il resto sembrava di essere in una realtà rarefatta e ovattata, dove il sole era un pallido cerchio nel cielo. Quasi pauroso.</p>
<h4><span style="color: #33cccc;"><strong>6) &#8220;RADIO MARIA&#8221; PRENDE SEMPRE E COMUNQUE.</strong></span></h4>
<p>Amen.</p>
<h4><span style="color: #33cccc;"><strong>7) LE BUONE INTENZIONI SI SCONTRANO CON LA REALTA&#8217;.</strong></span></h4>
<p>La tua volontà di trovare un benzinaio con il costo inferiore del carburante è direttamente proporzionale alla tua capacità di fermarti sempre dal benzinaio più costoso.</p>
<h4><span style="color: #993366;">E voi? Vi piace guidare da soli?</span></h4>
<div id="attachment_524" style="width: 730px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.radicidimandorle.com/wp-content/uploads/2015/04/IMG_20150401_215738.jpg"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-524" class="normal size-full wp-image-524" src="http://www.radicidimandorle.com/wp-content/uploads/2015/04/IMG_20150401_215738.jpg" alt="radici di mandorle on the road arrivo" width="720" height="720" srcset="https://www.radicidimandorle.com/wp-content/uploads/2015/04/IMG_20150401_215738.jpg 720w, https://www.radicidimandorle.com/wp-content/uploads/2015/04/IMG_20150401_215738-150x150.jpg 150w, https://www.radicidimandorle.com/wp-content/uploads/2015/04/IMG_20150401_215738-300x300.jpg 300w, https://www.radicidimandorle.com/wp-content/uploads/2015/04/IMG_20150401_215738-75x75.jpg 75w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a><p id="caption-attachment-524" class="wp-caption-text">Arrivo</p></div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.radicidimandorle.com/2015/04/29/le-7-cose-che-ho-imparato-guidando-da-sola-per-10-ore/">Le 7 cose che ho imparato guidando da sola per 10 ore</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.radicidimandorle.com">Radici di mandorle - Blog di viaggi per donne</a>.</p>
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